sabato 27 febbraio 2010

I fili in ordine


I kit forniscono delle strisce di cartoncino per agganciare le gugliate ma spesso succede che l'anello si rompa a forza di usarlo. Nel tempo ho provato vari modi per organizzare i fili e ho trovato che le buste porta biglietti da visita siano le migliori.

Per le matassine, invece, ho provato degli anelli targati DMC trovati ad abilmente 2008


prodezze gattose


Se pensate che il micione tigrato (Mosè) sia stato messo apposta su quello grigio (Popy) sbagliate di grosso... E' che quando mi vedono sul divano entrambi provano il desiderio sfrenato di venirmi in braccio. A volte arriva prima uno, a volte l'altro. Indovinate chi è arrivato prima stavolta????


Lavender tranquil: tutto per una crocetta


Ormai arrivata alla fine del vaso mi sono accorta che accanto al verde doveva esseci un'altra fila di verde più scuro... Orrore!!!!!!!!!!!!!!!!
Ho confrontato allora lo schema ingrandito con l'originale e ho scoperto il punto esatto in cui è accadauto il tutto


Mancava la esattamente la parte contornata con il colore a cera. La parte colorata con gli evidenziatori è già stata ricamata. Infatti da un pò di tempo ho preso l'abitudine di "cancellare" le parti man mano che sono fatte in modo da sapere sempre dove sono.

Ieri mattina ho disfatto tutto e ieri sera, sfruttando anche il nuovo acquisto fatto all'ikea, ho iniziato a recuperare il pezzo perso...


Sul catalogo ikea figura come un supporto per pc portatile, ma io lo userò come appoggio per ricamare sul divano... E' veramente molto comodo perchè riesco a stare seduta come se fossi appoggiata alla tavola e non prendo posizioni sbagliate.

Per scaldersi sul divano

Molto tempo fa su un vecchio Susanna ho trovato il tuorial per creare un pile in occasione di San Valentino. Ecco il risultato

due cuori e una capanna

Per una nuova famiglia...
Un quadro creato da me nel lontano 2003 con disegni tratti da fonti varie.


giovedì 25 febbraio 2010

Chi ha detto che le farfalle volano?


Su Ricamare di maggio 2009 ho trovato un cuscinetto sagomato a farfalla e ho pensato di confezionarlo per Mary

Dopo aver ricalcato la figura sulla carta trasparente,



ho tagliato dallo scampolo di tela aida un rettangolo di stoffa abbastanza grande da contenere la farfalla




Ho ricamato la farfalla usando i colori che più mi piacevano





Una volta decise le dimensioni del cuscinetto ho imbastito i due lati a rovescio e tagliato lungo l'imbastitura



Ed ecco la farfalla finita






Primo lavoro su commissione


Mia zia adora la montagna e un giorno su Famiglia Cristiana ha trovato questo schema. Non essendo in grado di ricamare mi ha chiesto di farlo per lei, ho cambiato alcuni colori perchè mi sembrava che gli originali scurissero troppo il quadro.

Posso offrirvi una tazza di the?

quadro o strofinaccio?




Avevo ricamato questo strofinaccio per mia suocera. Purtroppo a causa di questo brutto e lungo inverno non sono ancora riuscita a consegnarglielo. Il mese prossimo, però, dovremmo riuscire a vederla.
La scritta non fa parte dello schema originale tratto da un vecchio ricamare, era semplicemente "auguri" e mi sembrava troppo banale. Così dopo estenuanti ricerche ho optato per "buon natale" di Susanna dicembre 2009.

pasta con pesto di zucchine



Questo non è esattamente un piatto da dieta, ma il risultato è comunque da leccarsi i baffi.

Tempo: 15 minuti

Cottura:30 minuti

Ingredienti per 4 persone:

200 g di ricotta
60 g di parmigiano grattuggiato
20 g di pinoli
20 foglie di basilico
1 spicchio di aglio
3 zucchine (io ne ho messe 5)
1 dl di olio di oliva (essendo a dieta, in tutta la ricetta ce ne saranno stati 3)
sale, pepe

Preparazione

Spuntate e lavate le zucchine. Pelate e rosolate l'aglio in una padella con quattro cucchiai di olio (per me son troppi, ne ho messi due da minestra e ho usato il vino bianco). Unite le zucchine, salate, pepate e proseguite la cottura fino a quando non sono tenere.
Nel frattempo mettete nel frullatore il basilico, il parmigiano, la ricotta e i pinoli; aggiungete un pò di olio, salate, pepate e frullate. Diluite il pesto con un pò d'acqua della pasta (320 g di orecchiette)

Dopo aver preparato la pasta, unitela alle zucchine e al pesto facendo saltare il tutto in padella. Poi mettetelo in una pirofila, cospargete di formaggio grana e fate gratinare in forno per alcuni minuti (non avendo messo il formaggio grana, il mio piatto non ha gratinato, c'era solo una parvenza.)

martedì 23 febbraio 2010

a mali estremi, estremi rimedi

Le sedie sono un problema? Si possono evitare. Come?


Così



 
Ecco un esempio della posizione in cui dovevo stare. Me la sono cuccata per ben sei mesi dal 7 dicembre 2008 a maggio 2009. Un'esperienza del genere prova chiunque....
Per fortuna si è risolta bene e non ho più avuto problemi. Ora  vado come un treno in tutti i sensi

Profumo di lavanda

Una delle poche cose belle portate a casa da Abilmente 2008 è stato un kit raffigurante un vaso di lavanda. Me ne sono innamorata subito e ho pensato di ricamarlo per mia mamma che adora questa pianta.
Purtroppo non avevo ancora fatto i conti con l'oste e tra la ristrutturazione inaspettata di casa (da dover riparare un tubo sotto la vasca siamo passati a due bagni e due camere....) e magagne varie mi sono ridotta a iniziarlo l'anno scorso.

Una cisti pilonidale mi ha costretta a vivere per sei mesi sul divano in posizioni tragiche per cui tutto quello che avrei voluto fare in quel periodo è dovuto rimanere nell'armadio aspettando tempi migliori. Questo è stato tutto quello che sono riuscita a fare durante la convalescenza



Poi l'estate scorsa nei 15 giorni di ferie ci ho dato dentro e sono riuscita a fare gran parte della parte sopra che ho completato da poco




Ora mi sono ripromessa di finirlo anche se devo trascurare il sal "Country bloomers" e gli altri che ho in piedi. Mia mamma, povera, è troppo che lo aspetta. Sa solo che un Natale (nei miei progetti quello del 2009) doveva arrivarle un quadro....

Swap Esprimi un desiderio

Avete mai provato ad affidare i vostri sogni o desideri a qualcosa?
Vale l'anno scorso ha proposto di affidarli a una candela rossa che doveva essere accesa il 31 dicembre.















Questo era per Sbriata. L'acquisto della candela è stato un pò travagliato: la prima era troppo banale, la seconda era molto carina, ma mentre la stavo impacchettando mi sono accorta che aveva una piccola escoriazione su un lato. La terza, invece, mi è capitata per caso tra le mani nella cartoleria dove vado sempre ed eccola nella foto. I pupazzetti che si intravvedono di fianco alla candela sono da appendere.





Monik, invece, a me ha spedito un bellissimo bicchierino rosso lavorato con dentro la cera e due decorazioni in vetro per l'albero.




Ecco i pendaglietti sull'albero di Natale 2009 - 2010.




Monik fa il bis con le pantofolle

Il caso ha voluto che Monik fosse la mia abbinata per la seconda volta.
Appena ho visto il suo nome sulla busta le ho mandato un messaggino dicendo :"Monica sei destinata a me!!"


Il sacchetto è a dir poco una chicca, ma anche la scritta non è da meno. Mi si stringe il cuore al solo pensiero di poterlo sciupare......


Swap pantofolle: spedito a Laura71


A volte d'inverno fa molto freddo e cosa scalda di più di un bel paio di pantofole?


Ogni partecipante doveva comprare un paio di ciabatte all'abbinata e abbellirle se erano normali o confezionare un sacchetto portaciabatte se le prime erano già decorate.

Ho optato per la confezione del sacchetto, anche grazie al supporto di mia zia che cuce tutto a mano ed è un mostro sacro in quest'arte (io a malapena me la cavo con la macchina da cucire).




Il disegno delle pantofole è tratto da un vecchio Ricamare.



lunedì 22 febbraio 2010

Crema di zucca

Da quando sono a dieta la sera devo sempre mangiare o il minestrone o una crema di verdura. L'importante è che non contenga patate e legumi.
E' iniziata così la caccia ai prodotti surgelati light,
finchè avevo l'eismann che passava niente di grave. Un giorno, invece, abbiamo deciso di interrompere la fornitura di surgelati visto che più di una volta non siamo stati soddisfatti e così mi sono rassegnata a girare per i supermercati ogni settimana....
Capitava spesso, comunque, che saltassi questo piatto perchè non ero riuscita ad uscire.
La settimana scorsa, dopo l'ennesima busta finita, il mio maritozzo mi fa "Ma perchè non te le fai in casa le creme? Almeno spendi meno e sai cosa ci metti dentro".
Detto fatto, ho cercato in internet e ho trovato la ricetta di questa crema appena appena sfornata (Daniele arrivando in cucina ha detto che il profumo si sentiva fino in camera).

INGREDIENTI
1 kg di zucca
2 cipolle
1 spicchio d'aglio
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 mazzetto di erbe aromatiche
1 foglia di salvia
sale
pepe
cannella in polvere
100 g di formaggio grana


PREPARAZIONE
Sbucciate la zucca, tagliatela a grossi spicchi, eliminate i semi e tagliatela a dadini.
Sbucciate e tritate finemente le cipolle, fatele soffriggere in un paio di cucchiai d'olio, unitevi l'aglio sbucciato e pestato e i dadi di zucca. Lasciateli cuocere sino a farli diventare quasi teneri, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Unite il mazzetto di erbe aromatiche e la salvia, aggiungete mezzo litro di acqua (io ho fatto 300 ml di acqua e 200 di latte, ma chi non ha problemi di linea può anche invertire) e fate bollire dolcemente a tegame scoperto per una mezz'ora. Se volete, togliete il mazzetto di erbe aromatiche (ho usato quelle già tritate condirè orogel), lasciatela raffreddare un pò e passatela col frullatore a immersione.

Il tramonto in un quadro

Quando il sole tramonta
dietro le montagne
è come una palla di fuoco
che si schianta nel cielo.




Il disegno è stato tratto dall'"Enciclopedia del punto croce" edita da "Susanna".

sabato 20 febbraio 2010

Imparaticci

Per una ricamatrice in erba anche i disegni più semplici possono nascondere delle insidie: posizionare il ricamo, decidere il punto di partenza, non tirare troppo il filo.
Ecco perchè in Italia i SAMPLERS (dal latino EXEMPLUM, modello da imitare),  come erano chiamati nei paesi anglosassoni all'inizio del XVI secolo, presero il nome di IMPARATICCI; costituivano un esercizio per le fanciulle.

La loro funzione principale era quella di testimoniare l'abilità e la perizia delle future ricamatrici, con una sorta di campionatura di lettere alfabetiche e cifre in corsivo, in stampatello o in eleganti caratteri gotici "scritte" su un canovaccio di lino o di cotone e accompagnate da orli, bordure e motivi ornamentali.


 
 
Le origini


L'origine di questi "saggi" va rintracciata probabilmente nel Medioevo, mentre gli esemplari più antichi giunti fino a noi risalgono al periodo rinascimentale: il più antico sampler esistente è conservato presso il Victoria and Albert Museum di Londra, è datato 1598 e apparteneva a Jane Bostoke.



Il pavone è un piccolo kit inglese che mia zia mi ha portato a casa da uno dei suoi viaggi. Questo animale aveva una doppia funzione: celebrare il culto del sole e proteggere dal maleficio grazie ai particolari disegni delle sue piume che sembrano degli occhi. La sua importanza simbolica è ribadita dalla predicazione islamica, secondo la quale il grande profeta Maometto prima della creazione era un'entità di luce splendente con le sembianze del pavone.








Bavaglini primo Natale

Nel 2008 due mie amiche hanno partorito a distanza di pochi mesi. Per segnare il primo Natale ho voluto ricamare a tempo di record due bavaglini.
Il primo era per Leonardo




Il secondo per Cristina



Lo schema da cui ho preso spunto per l'immagine del bavaglino



giovedì 18 febbraio 2010

La storia del punto croce

Perché paragonare questa tecnica allo zen?
Semplice: in entrambi i casi, spiega Tiziana Fumagalli, la mente si libera dagli affanni quotidiani aiutando la persona a raggiungere l'illuminazione. Il punto croce, piccolo segno usato in mille modi diversi, permette di scaricare lo stress, esercitare la pazienza e mettere alla prova la volontà.



Il  punto croce probabilmente è nato nella notte dei tempi in Oriente per poi diffondersi in Occidente durante il Medio Evo grazie alle decorazioni degli abiti ecclesiastici. Non ci sono molti reperti autentici, piuttosto si può parlare di fonti storiche in cui si descrivono le opere realizzate. Ad esempio, la Bibbia parla del Tabernacolo costruito da Mosé: "... fece il velo di porpora viola e di porpora rossa, di scarlatto e di bisso ritorto. Lo fece con figure di Cherubino, lavoro di un ricamatore" (Esodo, 36,35).

In Italia, e precisamente in Sicilia, questa arte inizia intorno all’anno mille, durante il dominio dei Saraceni, che vi introducono laboratori di tessitura e di ricamo, rispettivamente Thiraz e Rakam, dai quali escono manti cerimoniali di grande pregio. La parola ricamo deriva dal lemma arabo raqm (racam) che significa “segno, disegno”.

A partire dal 300 nascono i primi laboratori soprattutto a Frienze (da qui il nome opus florentinum) in cui esercitano soprattutto uomini, anche se alcune testimonianze accennano alla presenza di donne e monache.
In particolare, era il passatempo preferito delle nobili dame ed è per queste che nel ‘500 sono pubblicati i primi libri di modelli di ricami. Una delle pubblicazioni più antiche sembra essere Il burato, libro de ricami, di Alex Paganino, senza data, ma probabilmente del 1527. Seguiranno di Giovanni Tagliente "Esemplario novo" che insegna alle donne a “cuscire, a recamare e a disegnare”.

Dei ricami dell’epoca non mancano documentazioni iconografiche nella copiosa ritrattistica pittorica: sono così molto ben visibili i ricami di seta color ruggine, blu, rossa, nera oppure con filato d’oro, a sottolineare gli scolli e i polsi delle camice da giorno. Nell’arredo, su schienali e sedili di poltrone, si imita con l’ago, a punto croce o a piccolo punto, l’effetto arazzo delle “tapisseries” fiamminghe ed italiane.


primi lavori

Nel lontano 1996 ho iniziato a prendere l'ago in mano grazie a mia mamma.
Da sempre desiderava insegnarmi, ma io non le ho mai dato soddisfazione. Però un giorno, al mare, l'ho vista ricamare una cosa per una mia cara amica. Presa dalla gelosia ho insistito per mesi perchè ricamasse qualcosa anche per me e mi tramandasse quest'arte così raffinata.
Eh sì, perchè nonostante possa sembrare un semplice trasferimento di schemi colorati o in bianco e nero su un qualsiasi tipo di stoffa (esistono anche quelle già stampate da ricoprire - provata una volta in vita mia e mai più toccata) ha un fascino e una delicatezza che quando ti conquistano non riesci più a farne a meno.

lunedì 15 febbraio 2010

Buon San Valentino



Sono emozionata, dopo molte riflessioni finalmente ho deciso: mi sono trasferita. Piano piano mi sto ripulendo dalla polvere che si era depositata nei miei ingranaggi...
Vorrei già pubblicare foto, ma ho qualche problema a caricarle e non capisco perchè. Qualcuno mi può aiutare?
Uff, ho provato dal web e funziona. Invece dal pc no. Cribbiooooooooooooooooooooooo. Bella però ques'immagine eh?
Grazie