domenica 27 luglio 2014

Il rapporto con un gatto prevede una dedizione totale. Non può essere limitato a riempirgli la ciotola di cibo e a pulire la lettiera. (Paul Corey)

Ci siamo incontrati una notte di 9 anni fa.
Eri un fagotto vicino a un marciapiede, immobile, subito ho capito che qualcosa non andava...
Sono corsa a casa solo per convincere mia mamma che era una buona cosa tornare indietro per darti da bere almeno un pò di latte caldo.
Dopo un'interminabile mezz'ora ha capitolato e siamo venute da te, ancora li, sempre vicino a quel marciapiede. Siamo scese subito e ti ho messo la ciotola di latte vicino alla bocca... Non hai bevuto, ma ho visto un filo di sangue nel bianco del latte.
Mi è venuto in mente che vicino alla chiesa c'era un veterinario e ti abbiamo avvolto nelle coperte per andare a vedere se era reperibile.
Per fortuna lui faceva reperibilità 24h, l'ho chiamato ed è venuto subito. Ti ha preso, visitato e messo sotto flebo perchè avevi un'emorragia interna.
Si è accorto anche che avevi la mandibola spaccata a metà, però prima era importante reidratarti e bloccare l'emorragia...
Il giorno dopo, abbiamo deciso di farti operare perchè altrimenti saresti morto di fame. In quelle condizioni non potevi mangiare...
Ho cominciato anche a cercare il tuo padrone visto che eri in centro paese. Dopo quindici giorni ho deciso che saresti stato mio. Una volta salvato non potevo rimollarti in strada...
Eri inavvicinabile, spaventato e arrabbiato. Forse qualcuno ti aveva anche picchiato. Io e mia mamma eravamo le uniche che all'epoca potevano girarti attorno.
Papà non voleva che venissi a casa perchè aveva paura che Popy se ne andasse. E così abbiamo iniziato a girare tutte le case possibili e immaginabili. Prima Denis, poi la Lucky, Enrico e alla fine mia nonna...
Finchè eri da Enrico sei scappato per sbaglio e ti sei ritrovato su quel pino altissimo e non riuscivi più a scendere. Ti ricordi Mosé?
Hai fatto tre giorni senza mangiare e senza bere. Mi è toccato chiamare i pompieri per tirarti giù.
Mi avevano detto che sicuro saresti scappato, invece alla fine, stremato, ti sei lasciato cadere come una pera cotta nel trasportino che Daniele teneva in mano... Me la ricorderò sempre quella scena.
Nel frattempo mio papà è stato male e a fine maggio purtroppo ci ha lasciato e tu in quel periodo, come per magia, hai cominciato a venirmi in braccio. Se non avessi avuto te accanto sarei morta pure io...

In agosto mi sono accorta che non potevo più lasciarti in giro, abbiamo rischiato di portarti a casa. La prima volta che ti ho fatto uscire non tornavi più, ho pensato l'ho perso...
Invece alle 9 di sera ho intravisto tra i cespugli i tuoi occhi meravigliosi brillare.


Eri tornato da me...
Da lì è iniziata la tua vita con noi e con Popy. Eri la sua ombra, amore mio, lo seguivi dappertutto.
Negli ultimi anni, quando Popy passava la maggior parte del tempo a dormire, tu uscivi ti facevi il giretto, e tornavi in casa assieme a lui.


Facevate a gara per starmi in braccio 


Poi Popy è morto di vecchiaia e tu hai iniziato a soffrire di solitudine.
Qualcuno ha voluto che ti trovassimo dei compagni ben definiti. Romeo, la Luna e Leo.


Poi è arrivata l'Anna e, al contrario degli altri tre, lei era terra tua come me. 

Un brutto giorno di fine maggio sei stato male, e, senza motivo, lo stesso veterinario che 9 anni fa ti ha salvato, ti ha aperto come un pesce commettendo un sacco di errori. La seconda volta che ti ha aperto, senza dirmelo, doveva solo farti un'ecografia e invece, quando sono venuta a prenderti, il suo assistente mi fa: "Avessi visto che razza di intervento ha fatto Enrico su Mosé," Come spiegazione mi sono sentita dire che c'erano delle aderenze... 
Dopo un paio di giorni le cose non miglioravano, anzi avevo trovato una bugna verso la fine del tuo pancino. Ho detto al tuo veterinario sta cosa e lui non ti ha nemmeno guardato. Ha dato ordine ai suoi assistenti di metterti dentro il trasportino senza toccarti...
Quando poi un vero medico ha cercato di salvarti sul serio ci siamo accorti che ti mancava un pezzo di intestino e lui non riusciva a spiegarsi come mai mancasse... 
E adesso amore mio non ci sei più, ogni volta guardo la casa della nostra vicina sperando di vederti tornare.
Ora piccolo mio nessuno tiene più l'Anna se mi addormento sul divano finchè la allatto e nessuno si intrufola nel lettone per mettere la sua testa sul cuscino.





La cosa più brutta è che questa persona continuerà a fare del male a persone e animali perchè nessuno ha il coraggio di denunciare le sue cattiverie nonostante sappiano tutto quello che fa.
Non contento, la settimana dopo la tua morte, voleva togliere due giorni di antibiotico a un altro micio sebbene avesse una ferita aperta. E, finchè lo aveva in ambulatorio gli è pure caduto il trasportino con lui dentro...
Ma possibile che persone del genere possano vivere tranquille??????
Scusa Mosè, è colpa mia se questo ha potuto farti tutto questo male....

1 commento:

  1. post commovente.
    finalmente riesco a far visita al tuo blog...purtroppo fatico a star seduta a pc.
    un caro saluto

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